Non so perchè ci penso ora. E’ tornato a galla questo ricordo mentre facevo una delle tante cose inutili della mia giornata. Ci ho ripensato e mi sono sentito di nuovo un verme.
E’ qualcosa di cui, ne sono certo, mi sento in colpa solo io e che forse tu neppure ricordi.
Eravamo a casa di Marco.
Eravamo in un’altra stanza.
Ero così eccitato che ti ho costretta a fare l’amore, anche se tu non volevi. Ti ho violentata psicologicamente, ti ho costretta anche se ho visto nei tuoi occhi un velo di tristezza. L’ho visto e me ne sono fregato.
Più avanti di ore, stavamo distesi sul pavimento a chiacchierare sottovoce. Quando la sera mi hai chiesto quale fosse stato per me il momento migliore della giornata, ho mentito. Sapevo cosa volevi sentirti rispondere, così ho detto:«Discutere distesi in terra.»
Che schifo di persona che sono. Non ti ho mai chiesto scusa.
Non sono mai stato una persona particolarmente sportiva: il mio culo è seduto l’85% della giornata. Il gioco di squadra – inteso come sport – non fa per me ed allo stesso tempo trovo noiosa la ginnastica fine a sé stessa. Arrampicarmi invece mi è sempre piaciuto. Su un albero, un muretto, una piccola parete di roccia, non era importante, mi bastava arrivarci.
Il Gelso nel giardino sotto casa era il mio preferito, perché giunti in cima c’era anche una ricompensa.
Dio se mi sono sfondato di Gelsi da bambino! L’albero stava a ridosso di un alto muro che serviva a separare due condomini, così salendo sul ramo più alto e trovato il coraggio di spiccare un salto, si riusciva anche recuperare il pallone che finiva puntualmente dall’altra parte. Poi un bel giorno, come un frutto maturo, un ragazzino è caduto dai rami rompendosi una gamba e così l’albero è stato segato via.
Ciao ciao Albero di Gelsi.
La seconda cosa in cui sono piuttosto bravo è non concretizzare mai niente e questo è il motivo per cui io e il CAI siamo sempre rimasti amanti platonici. Sarà che odio terribilmente gli uffici, le carte, dover chiedere, compilare, insomma tutta la burocrazia in genere. In realtà il più delle volte questa allergia si rivela anche deleteria, come quando ho pagato 1400€ una multa dell’autobus da 32€ perchè continuavo a non andare in posta a saldare i bollettini che mi arrivavano puntualmente o quando ho sborsato 50€ ogni mese ad una palestra che non frequentavo più da 3 anni.
La pago ancora a dire il vero, ma domani disdico. Prometto.
Per sfortuna ho degli amici. E’ colpa loro se non sono ancora evaporato, perchè prima o poi finisci per condividerne le passioni e allora capita che qualcuno ti trascini a forza.
Ed è sempre grazie a loro, anzi, grazie ad uno in particolare, se ho più volte rischiato la vita in montagna. Credo di essere tra i primi freeclimber senza alcuna nozione di freeclimbing o almeno uno dei pochi ancora vivi. Beh, suppongo che anche il primo freeclimber non avesse grandi nozioni di freclimbing…
L’ultima volta ho tentato di scalare il Monviso senza attrezzatura.
Vedete, il problema non è mai l’andata, ma il ritorno. Quando mi sono accorto che proseguendo oltre non sarei stato in grado di tornare indietro, ringrazio d’aver avuto il coraggio di ingoiare l’orgoglio e riporre le pive nel sacco. Per fortuna il destino mi ha ripagato con la notizia di un ragazzo morto schiattato sulla stesso passo, anche lui senza attrezzatura, anche lui sulla via del ritorno.
E son soddisfazioni.
Ora si avvicina l’inverno o forse ci siamo già dentro, ed io vorrei avere solo una tavola ai piedi e una distesa di neve su cui scivolare. Purtroppo questo è un anno di magra. Ho messo davanti a tutto la musica e ogni spicciolo sta andando nel salvadanaio per il mixer.
Non posso, non devo.
Ce la farò!
Film/Documentario a tema assolutamente consigliato: Touching The Void (La Morte Sospesa). Ogni volta che vedo sto film lo sento così forte, così vicino, che mi sembra di provare le stesse emozioni dei protagonisti e mi lascia senza fiato. Sto lì sulla sedia tutto teso fino alla fine in cui… va beh.
Il video è stato fatto nel mio studio di registrazione (ahaha) in Torino, a pochi passi dalla Mole, mentre spiego ad un amico che porca puttana suono questa canzone sempre troppo lenta.
A proposito della Mole Antonelliana. In questi giorni, recandomi in studio (ahaha), non posso evitare di passare davanti al Torino Film Festival. Qui, nuguli di insetti della specie fotografo, si annidano in ogni centimetro quadrado disponibile del passaggio pedonale. I professionisti li riconosci subito: sono quelli in fila che aspettano il proprio turno per scattare la stessa foto. E qui mi chiedo: Poichè sono sempre le solite tre (Mole con proiezione, Cinema Teatro, Costruzione fatiscente a cui nessuno aveva mai fatto caso prima abbellita per l’occasione con volti retroilluminati), non potrebbe scattarle uno per tutti, come anni di compiti in classe avrebbero dovuto insegnare?
Anche quest’anno a Torino è tempo di Luci D’Artista, versione steroidale dei più classici festoni natalizi. Ma di questo magari ne parlo in un altro post.
Cover estemporanea. Leggasi anche: alla cazzo.
Se vi state chiedendo perchè indossi una giacca e un paio di occhiali da sole, in casa, alle 9 di sera, dovreste prima chiedervi perchè state guardando questo video.La risposta è comunque ovvia: per essere figo. Che domande!
Alcuni mesi fa ho acquistato un iPod Video da 30GB. Non che mi servisse.Tra l’altro ha azzerato completamente il tempo dedicato alla lettura.
Il dramma di avere un lettore MP3 alla moda con funzionalità video, è che finisci immancabilmente a vergognarti di guardare un filmato per timore che del semplice intrattenimento possa essere scambiato per ostentazione.
Si finisce così per non utilizzare mai quella funzione che, tra l’altro, ti avrebbe permesso di risparmiare soldi indirizzandoti su un modello più economico.
Però è sempre bello sapere di avercela. Ad esempio, il pensiero di poter violentare una donna senza dover obbligatoriamente passare dalla cena mi fa sentire completo, come uomo.
Prima o poi sfrutterò questa possibilità. Dei video, intendo.Ma anche della violenza sessuale, perchè no. D’altra parte mia madre è ancora una gran donna.
Aggiornamento: al tempo in cui scrissi questo post non erano ancora stati messi in commercio gli iPod Touch. Speriamo che si diffondano in fretta così potrò finalmente usare il mio. O forse si sono già diffusi ma nessuno ha il coraggio di sfoderarli. Mmmh…